Razza Italiana

 

L'Italiana e l'Europa

 

L’italiana comune locale era una razza molto apprezzata all’estero. Dall’Italia veniva diffusa in Svizzera, Germania, Olanda, Francia, ecc. ma le sue caratteristiche erano apprezzate soprattutto dei buongustai e da quegli allevatori che, senza dare molta importanza alle caratteristiche morfologiche, ne apprezzavano le qualità produttive come carne e uova.
La mancanza di precise caratteristiche morfologiche relative al piumaggio ne penalizzavano però la diffusione presso le Associazione estere che preferivano altre razze morfologicamente ben definite.
Questa situazione ci viene raccontata da un autori che si firma con uno pseudonimo: Cino.
Nel maggio del 1897 un resoconto della sezione ticinese dell’Associazione Svizzera di Pollicoltura scrive:

Il primo nostro pensiero fu una domanda rivolta a noi stessi: abbiamo noi nel nostro Cantone una razza di pollame la quale possa rimunerare gli sforzi che la società fa e farà in avvenire?
L a risposta non ci fu difficile: nel nostro Cantone esisteva, si può dire quasi esclusivamente, la gallina Italiana; ma dobbiamo aggiungere: gallina Italiana solo di nome, perché ci veniva dall’Italia, ma non di fatto, perché invano avrebbesi cercato in tutto il Cantone un gallo e una gallina che presentassero i caratteri e le preziose qualità della vera gallina italiana. E non poteva essere altrimenti, in quanto che nella sua stessa patria la gallina italiana è quasi scomparsa, a causa di un allevamento senza regola e raziocinio, mirante esclusivamente alla quantità e non alla qualità ecc.

L’autore continua il suo articolo ricordando che:

veramente non mancano del tutto in Italia stabilimenti e privati ove si conserva e perfeziona la razza nostrana, ma è purtroppo vero che l’allevamento razionale costituisce una rara accezione e non vi è da stupire se la Società di pollicoltura Svizzera ha preferito distribuire ova fecondate di razze straniere come la Leghorn, la Minorca, Houdan, Faderolles, Mantes, Giava, ecc.

Si dovrà però aspettare un altro quarto di secolo prima che possa parlare di selezione e identificazione del pollame locale attuata solo con l’istituzione del Pollai Provinciali.

Bibliografia