La mia avicoltura biologica

La mia avicoltuta biologica

 

Sono ormai passati quattro anni dell'entrata in vigore del Reg. (CE) . 1804/99 �sul metodo delle produzioni animali biologiche�. Questo metodo d'allevamento ha portato nuova linfa alla zootecnia italiana creando opportunità di reddito e mettendo a disposizione dei consumatori prodotti salubri e certificati. Non tutti i settori per� si sono avvantaggiati di questa innovazione. In particolar modo il settore avicolo, al contrario, ha risentito in modo molto negativo di carenze normative che limitano la qualità. Le troppe deroghe, infatti, hanno favorito gli allevamenti qualitativamente inferiori.
Certo non bisogna scordare che il regolamento CE ha una visione Europea e pertanto deve comprendere regole e deroghe comuni a tutti gli stati membri. � allora necessario individuare delle  strategie normative capaci di privilegiare le produzioni �mediterranee� senza creare confusione nei consumatori. A questo proposito ci viene in aiuto una ricerca di mercato realizzato dall'INEA (Istituto Nazionale di Economia Agraria) dove, tra l'altro, viene misurato il comportamento dei consumatori di fronte a prodotti merceologici simili (pollo biologico) ma con qualità diverse. Dall'indagine emerge che evidenziare in etichetta la diversità del metodo d'allevamento (per esempio: pollo biologico o pollo biologico mediterraneo) non crea confusione nel consumatore ma gli consente di operare delle scelte che appagano maggiormente le sue esigenze di conoscenza e di spesa. Inoltre solo con regolamenti chiari ed etichette �leggibili� i prezzi dei prodotti corrispondono al reale valore della merce.
Nel settore avicolo, del resto, è già brevettata la suddivisione delle produzioni in diverse categorie in base alle diverse caratteristiche d'allevamento come lo dimostra il Regolamento 1538/91 che per ogni tipo di specie allevata con metodo convenzionale (pollo, anatra, faraona, ecc.) prevede oltre sei tipi di etichettatura diversi.
Pertanto anche per le produzioni avicole ottenute con metodo biologico è opportuno arrivare a definire diversi metodi d'allevamento in grado di quantificare e qualificare le peculiarità dell'allevamento �mediterraneo�.
Tra queste peculiarità ricordiamo brevemente le principali: l'allevamento con metodo pi� estensivo, una maggiore età alla macellazione, il riferimento a razze rustiche e/o autoctone.
Non dobbiamo poi dimenticare che a dicembre di quest'anno scadono le deroghe previste per l'approvvigionamento degli animali da allevamenti convenzionali. Queste, per gli avicoli, vengono sicuramente prorogate dato che attualmente, in tutta l'Unione, non è possibile reperire avicoli nati da imprese agricole condotte con metodo biologico. Questa situazione certifica, di fatto, il fallimento dell'impianto delle deroghe attuate con il Regolamento del '99 rendendo necessaria una revisione della strategia operativa capace di ridare impulso al settore.
Per un'avicoltura biologica di qualità questa la mia proposta:

3. Origine degli animali
3.4. Come seconda deroga, in caso di prima costituzione del patrimonio e in mancanza di un numero sufficiente di animali ottenuti con metodi biologici, possono essere introdotti nelle unità di produzione biologiche animali ottenuti con metodi non biologici alle seguenti condizioni:
- pollastrelle destinate alla produzione di uova con meno di 3 giorni quando lasciano l'unità in cui sono stati prodotti; nel caso in cui vengano allevate razze o varietà, rustiche o autoctone, possono essere destinate alla produzione di uova pollastre in età non superiore a 18 settimane;
- pulcini destinati alla produzione di carne, con meno di 3 giorni quando lasciano l'unità in cui sono stati prodotti; nel caso in cui vengano allevate razze o varietà, rustiche o autoctone, possono essere destinate alla produzione di carne pulcini in età non superiore a 8 settimane;

Deve essere redatto un elenco di imprese agricole che allevano, anche con metodo convenzionale, razze o varietà di pollastre e pulcini (anche anatre, faraone, ecc.) rustici o autoctoni accertando che vengano selezionati al fine di evitare malattie specifiche o problemi sanitari connessi con alcune razze o varietà utilizzate nella produzione intensiva.
Devono poi essere aumentate le età di macellazione previste dal punto 6.1. �Metodi zootecnici�; le disponibilità di pascolo per gli animali e le caratteristiche strutturali (posatoi, numero nidi, ecc) necessarie per il loro benessere.

La produzione derivate da questi animali verrà individuata con �uova/carne da allevamento biologico da �metodo mediterraneo� con controlli unteriori riguardanti:
- Polli e tacchini e altri avicoli definiti �da metodo mediterraneo� devono essere macellati in appositi macelli registrati in elenchi regionali;
- deve essere istituito un elenco regionale dei produttori di tale pollame indicando l'ubicazione degli allevamenti e il numero di animali allevati per ciclo;
- il pollame deve essere consegnato alle imprese di macellazione in gabbie separate e facilmente identificabili dal restante pollame, sempre bio ma non allevato con metodo mediterraneo;
- i macelli effettuano la macellazione di questo pollame solo in determinati giorni e secondo le modalità da concordare con gli organismi di controllo;
- gli organismi di controllo devono procedere ad almeno una ispezione, negli allevamenti, per ogni ciclo di produzione;
- devono inoltre essere certificati gli incubatoi che producono i cosiddetti �avicoli per il metodo mediterraneo� e devono essere sottoposti ad ispezione almeno una volta all'anno per ciascuna forma di allevamento.

La suddetta deroga, che deve essere preventivamente autorizzata dall'organismo o dall'autorità di controllo, è applicabile durante un periodo transitorio che scade il 31 dicembre 2006.