Polli geneticamente modificati e clonati

 

Polli geneticamente modificati e clonati

 

La parola "virus" deriva dal latino veleno e sta ad indicare un agente infettivo che è anche in grado di copiare il DNA di un ospite e trasferirlo eventualmente in un altro ospite magari di specie diversa. Questo meccanismo di azione ha procurato il panico lo scorso anno quando i media parlavano di "influenza aviare" e si paventava una "pandemia".
Allora nessuno poteva certo immaginare che questo pericoloso meccanismo venisse utilizzato dall'Istituto Roslin di Edimburgo per produrre le cosiddette "galline-farmaco". In questo Istituto, per capirci quello della clonazione della pecora Dolly, come annunciato sulle pagine della rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences, sono stati utilizzati proprio dei virus per manipolare il DNA di polli ai quali è stato aggiunto DNA umano.
Mentre solo un anno fa si sdrammatizzava la pandemia dichiarando che il passaggio di materiale genetico da un pollo all'uomo (influenza aviaria) era una evenienza rarissima, aggi vengono clonate galline la cui "qualità" è proprio l'aver reso possibile questo passaggio di DNA.
Attualmente una numerosa popolazione di galline si sta riproducendo trasmettendo con successo, da una generazione all'altra, i geni umani inseriti nel genoma dei galletti. Ovviamente le galline sono geneticamente modificate in base alle specifiche proteine che si vogliono estrarre per utilizzarle a fini farmacologici: dall'albume delle uova di queste galline, infatti, si possono estrarre, a basso costo, proteine preziose per la produzione di medicinali per farmaci costosissimi.