Faraona Camosciata

 

Faraona Camosciata

 

Deriva da una mutazione della faraona bianca individuata all’esposizione avicola di Parigi del 1922. I soggetti mutanti, sfuggiti all’attenzione dei francesi, furono acquistati e trasferiti presso la Stazione Sperimentali di Pollicoltura di Rovigo. Qui furono fissati i caratteri fondamentali della nuova razza autosessante. Ritornata alla ribalta nell’ultimo decennio grazie alla ricerca, da parte del consumatore, di produzioni tipiche e locali, viene allevata all’aperto senza particolari problemi grazie alla sua rusticità e elevata capacità di pascolo.
La faraona camosciata è un uccello domestico di taglia piccola (la più piccola tra le faraone). Differisce dalla bianca per la pelle del capo pigmentata: quella della gola e del collo appare nerastra. A differenza delle altre faraone i sessi sono facilmente distinguibili dato che nei maschi la colorazione è più chiara mentre risulta più intensa nelle femmine. La diversa intensità della tinta si manifesta anche nei pulcini: i meglio caratterizzati sono bianco gialliccio con striature fulve evidenti e più cariche sul capo.
La colorazione dei tarsi varia dall’arancio al grigio chiaro.
Le penne hanno una tinta fondamentalmente sfumata leggermente di gialliccio sul quale spiccano in modo evidente le macchie a perla. Il colore fondamentale è sempre schiarito dal sole così che d’estate il mante sembra spesso del tutto bianco, mentre d’inverno è facilmente apprezzabile.
Negli esemplari più caratterizzati sono le penne del petto, dei fianchi e del sottocoda che mostrano un colore fondamentale decisamente fulvo chiaro o scamosciato.
Le femmine pesano leggermente di più raggiungendo, negli adulti, valori di 1,80-2,00 Kg. Nei maschi il peso si aggira attorno a 1,700-1,800 Kg.
Rustica e ottima pascolatrice è una razza ideale per valorizzare produzioni di nicchia o tipiche come lo possono essere nella pianura Veneta, quelle delle aree protette del Parco dei Colli Euganei e del Parco del Sile.
È una razza che si presta bene per l’allevamento con metodo biologico e il suo allevamento è consigliabile nelle zone aperte o di bassa collina dove può pascolare consentendo un buon risparmio nelle spese di alimentazione.
La deposizione avviene nel periodo primaverile – estivo con una produzione di circa 100-120 uova. Queste presentano una colorazione rossastra e hanno un peso di circa 45 g. Le uova di faraona, caratterizzate da un guscio molto duro, oltre ad essere ottime per il consumo fresco sono anche molto indicate per la realizzazione di paste alimentari.
Produce una carne fine e particolarmente saporita. Per ottenere produzioni di qualità è necessario allevarla all’aperto e destinarla alla mensa non prima di 140-150 giorni.

Metodo di allevamento