Benessere animali

 

Benessere animale

 

Il Trattato di Amsterdam identifica l'animale da reddito un individuo senziente che deve essere protetto da forme di maltrattamento e al quale devono essere conferite le migliori condizioni di allevamento perché si realizzi il massimo livello di benessere.
Sono state elaborate nel tempo diverse definizioni di benessere animale, in considerazione soprattutto dell'evoluzione delle conoscenze sulla fisiologia degli animali; in particolare sulla capacità di percepire l'ambiente e quindi di reagire ad esso mediante stati emozionali fino a sviluppare una sofferenza mentale-psichica oltre che fisica :

a. descrittiva: comprende sia la sfera fisica che mentale dell'animale. La valutazione di benessere deve tenere conto delle evidenze scientifiche relative al modo di sentire dell'animale che a sua volta deriva dalla struttura, fisiologia e comportamento (Rapporto Brambell 1965, American Veterinary Medical Association, 1987);

b. armonia con l'ambiente circostante: stato di completa salute fisica e mentale dove l'animale è in completa armonia con il suo ambiente (Lorz, 1973; Huges, 1976). In questo caso viene valutata l'interazione che l'animale ha col suo l'ambiente. Il risultato potrà essere uno stato mentale positivo (piacere) o negativo (paura, dolore etc.). Questa definizione è molto vicina a quella data dall'OMS nel 1992 per quanto riguarda la salute dell'uomo: "stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non solamente assenza di malattia o invalidità";

c. livello di adattamento e controllo dell'ambiente da parte dell'animale: modo di rapportarsi dell'animale con l'ambiente circostante (Wiepkema, 1982; Broom, 1986). Il benessere comprende sia il modo di percepire l'ambiente esterno, parte del sistema emulativo, sia lo stato di salute in
una visione del benessere dinamica nel tempo, oscillante tra la situazione ideale (molto buona) e una situazione ambientale scadente (dannosa). Il benessere è misurabile attraverso una serie di indicatori ricavabili dagli sforzi che l'animale compie per adattarsi in modo ideale all'ambiente che lo circonda. Quando le capacità di adattamento dell'animale vengono meno il benessere dell'animale è scadente;

d. esperienza soggettiva dell'animale (Duncan e Petherick, 1989; Dawkins, 1990): la percezione dell'ambiente da parte dell'animale non può essere interpretata soltanto con le categorie "umane" di giudizio, ma va vista "dalla parte dell'animale". La definizione di benessere che si basa sul sentimento è molto vicina a quella proposta da Broom. In questa definizione si considerano una vasta serie di sistemi emulativi e vengono osservati tutti gli aspetti legati al benessere, con particolare riferimento ai disturbi fisiologici indotti dalla situazione ambientale, alla motivazione
dell?animale ad ottenere alcuni requisiti dall'ambiente in termini di alimento, compagnia, giaciglio, ecc. e ad assumere specifici comportamenti rispetto all'alimento, all'interazione sociale e così via.

Le cinque libertà
Si può dunque asserire il buono stato di benessere animale allorché l'animale realizzi buone condizioni fisiche e mentali; in tal senso, ad ogni animale devono soprattutto essere evitate inutili sofferenze. E' inoltre necessario che sia garantito il benessere in allevamento, durante il trasporto, nelle fiere, mercati, esposizioni o al macello. Ciò implica la possibilità di stimarlo attraverso delle valutazioni che siano quanto più possibile oggettive.
Le cosiddette "cinque libertà" (Brambell Report, 1968) costituiscono dei criteri di riferimento per la formulazione di tale giudizio: esse permettono di perseguire il rispetto dell'animale allevato, migliorandone le condizioni di vita e, contestualmente, di salvaguardare ed implementare le scelte industriali nel settore zootecnico.

1. Libertà dalla fame e dalla sete, favorendo l'accesso ad acqua fresca e pulita e ad una dieta che mantenga l'animale in salute e vigore fisico;

2. Libertà dal disagio, provvedendo ad un ambiente adatto con idonei ricoveri e zone per lo stazionamento ed il decubito;

3. Libertà dal dolore, da stimoli dannosi e da malattie, con l'approntamento di sistemi di prevenzione e di rapida diagnosi e cura;

4. Libertà di espressione del normale comportamento, fornendo all'animale sufficiente spazio, installazioni appropriate e vita sociale propria della specie allevata;

5. Libertà dalla paura e da fattori stressanti, assicurando condizioni e cure che evitino sofferenze psichiche.