Coniglio verde leprino

 

Coniglio verde leprino

 

Per valorizzare le produzioni locali la Camera di Commercio di Viterbo ha istituito un marchio collettivo ''Tuscia Viterbese''. Tra le varie produzioni (miele, l'olio extravergine di Canino, la patata dell'alto Lazio, ecc.) anche il coniglio leprino di Viterbo, allevato da un gruppo di allevatori rurali che costituiscono il Consorzio coniglio verde leporino. Nella Tuscia, infatti, si produce un coniglio, detto "di qualità", che viene allevato all'aperto, secondo una tecnica messa a punto nella Facoltà di Agraria dell'Università della Tuscia (Viterbo). In questo modo si ottiene, dichiara l'Istituto Camerale, un prodotto che presenta una carne più consistente e più saporita di quella del coniglio industriale. Tra i motivi che hanno spinto le istituzioni laziali a questa scelta anche per il fatto che il coniglio ha fatto sempre parte della tradizione gastronomica laziale.
Per l'ottenimento della licenza d'uso del marchio collettivo "Tuscia Viterbese" gli allevatori della provincia di Viterbo devono attenersi a un preciso regolamento. L'allevamento deve essere fatto solo con razze locali e in questo caso con la razza di coniglio Leprino di Viterbo. Gli animali devono essere selezionati per l'allevamento all'aperto.
L'allevamento deve essere rigorosamente all'aperto per ottimizzare le condizioni sanitarie ed eliminare l'inalazione di odori sgradevoli che si fissano alle carni. In fase di conversione, per un periodo massimo di un biennio, è accettato l'utilizzo di un ricovero, purché parzialmente aperto per almeno due lati.
Il sistema di allevamento deve consentire condizioni di eccezionale benessere per gli animali. Pertanto il modello per la riproduzione è quello detto a cella interrata, costituito da una cella con superficie non inferiore a 0,16 m2 (il modello di elezione prevede una cella di 0,25 m2).
La cella è collegata ad una gabbia esterna di superficie non inferiore a 0,36 m2. Il collegamento deve essere assicurato mediante un tubo che può essere di sezione quadrata, con lato di cm 14, o circolare con diametro di cm 14; la lunghezza del tubo non deve essere inferiore a cm 40.
Gli ingrassi devono essere effettuati in colonia, in gruppi di 4 individui al massimo per gabbia la cui superficie non deve essere inferiore a 0,38 m2. E' consentita soltanto una copertura superiore o un tetto.
Gli animali sono alimentati con mangimi bilanciati non medicati o con fieni o foraggi freschi, che sono stati indicati dal Centro.
Gli animali non saranno sottoposti ad alcun trattamento terapeutico.
La vaccinazione è facoltativa.
Al manifestarsi di qualsiasi sintomo di patologia gli animali sono abbattuti. Gli animali morti o abbattuti, sono, a campione, sottoposti ad esame anatomo - patologico.
Le deiezioni degli animali, in quanto prive di residui di sostanze di sintesi, possono essere raccolte e utilizzate a fini agronomici secondo pratiche agronomiche a basso impatto ambientale e tenendo conto delle vigenti normative in materia.
I controlli sono fatti dal "Consorzio coniglio verde leprino" tramite il "Centro sperimentale allevamenti cunicoli alternativi" dell?Università della Tuscia.
La condivisione degli obiettivi e la stretta collaborazione tra Istituzioni pubbliche, Università e allevatori rurali ha consentito il recupero di una produzione di qualità, la conservazione di una razza locale e un'opportunità di reddito per le aziende rurali.