La pollicoltura nella provincia di Ancona a metà del secolo scorso
Biodiversità legata al territorio
L’avicoltura in provincia di Ancona fu molto influenzata dall’attività svolta dal locale Osservatorio Avicolo gestito, negli anni ’50, dall’Ispettorato provinciale per l’Agricoltura. Una nota del Dr. Pieroni Oreste racconta che l’Osservatorio Avicolo di Ancona, distrutto durante l’ultimo conflitto mondiale, fu rimesso in funzione nel 1949 per interessamento del Dr. B. Ciaffi allora capo dell’I.P.A. Vi si allevavano e diffondevano polli di razza Ancona, Livornese bianca e New Hampshire. L’attività principale era la vendita di uova feconde dato che l’allora incubatoio aveva una capacità limitata a 50.000 capi.
Numerosi erano anche gli allevamenti avicoli professionali diffusi in provincia tra cui anche la Scuola Agraria “S. Salvati” di Pianello di Jesi.
Tra le razze allevate, oltre alle già citate Ancona, Livornese bianca e New Hampshire, si allevavano anche la Plymouth bianca e la Plymouth Rock barrata.
Diffuso era anche l’Incrocio Italiano e l’ per produzioni di carne di qualità legate al territorio.
